Musei Vaticani: completato il restauro della Sala di Costantino, capolavoro del Rinascimento

Dopo dieci anni di lavori, la Sala di Costantino, la più grande tra le celebri Stanze di Raffaello nei Musei Vaticani, torna al suo antico splendore grazie a un importante intervento di restauro. Il progetto, avviato nel marzo 2015 e concluso nel dicembre 2024, ha restituito alla comunità internazionale un capolavoro della pittura rinascimentale, che rappresenta un vero atlante figurativo della Roma del Cinquecento.

La Sala di Costantino, dedicata all’imperatore che concesse la libertà di culto ai cristiani, è stata decorata in più fasi: dai pontificati medicei di Leone X e Clemente VII, con le pitture a olio su muro di Raffaello (Comitas e Iustitia) e i monumentali affreschi della sua bottega (guidata da Giulio Romano e Giovan Francesco Penni), fino agli interventi successivi di Sebastiano del Piombo e alla decorazione della volta firmata da Tommaso Laureti, autore del celebre Trionfo del cristianesimo sul paganesimo.

In occasione dell’Anno Giubilare, i Musei Vaticani hanno presentato il risultato del restauro, un’operazione che non solo ha preservato la bellezza del ciclo pittorico, ma ha anche permesso nuove letture critiche e storiche di questo straordinario apparato decorativo.

«La Sala di Costantino torna a essere un atlante figurativo di rara potenza narrativa e simbolica», ha dichiarato Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani, affiancata da Fabrizio Biferali, curatore per l’arte del XV-XVI secolo, e dal team del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei.

Il restauro ha restituito luminosità alle cromie originarie e ha permesso di riscoprire dettagli nascosti sotto strati di tempo e polvere. Fabio Piacentini, maestro restauratore, ha sottolineato come la pulitura abbia «riportato alla luce le cromie originali» e svelato la complessità tecnica e la stratificazione esecutiva dell’opera, mentre Fabio Morresi, responsabile del Gabinetto di Ricerche Scientifiche, ha evidenziato il ruolo delle indagini avanzate (riflettografia, infrarosso, UV, analisi chimiche e scansioni 3D) nel ricostruire la storia e la tecnica del cantiere rinascimentale.

Grazie a questo intervento, la Sala di Costantino si presenta oggi come un prezioso palinsesto visivo, testimonianza del passaggio di artisti e committenti che hanno segnato l’arte e la cultura del Rinascimento a Roma. Un patrimonio che i Musei Vaticani restituiranno al pubblico in occasione dei grandi appuntamenti culturali del 2025.

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