Roma, 19 giu – “Cultura in Cantiere” è il nuovo percorso culturale che, dal 14 giugno al 28 dicembre 2025, apre ogni fine settimana, gratuitamente e su prenotazione, le porte di Palazzo San Felice a Roma. I visitatori sono accompagnati alla scoperta di un luogo mai aperto al pubblico, oggi protagonista di una
significativa fase di trasformazione. Concesso nel 2017 dalla Presidenza della Repubblica al Ministero della Cultura, Palazzo San Felice è infatti destinato a
ospitare la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte gestita dalla nascente Fondazione Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte e a diventare un nuovo polo culturale della città, grazie a un progetto donato dall’architetto Mario Botta. I lavori, affidati all’Agenzia del Demanio, sono stati avviati ufficialmente nel 2023 e si concluderanno entro la fine del 2026.
IL DIETRO LE QUINTE DELLA CULTURA
Il progetto “Cultura in Cantiere” si sviluppa su circa 700 mq e propone un’esperienza costruita su tre assi narrativi: passato, presente e futuro. Il visitatore attraversa ambienti diversi, ciascuno con una propria identità e funzione, tra installazioni digitali, documentazione storica, contenuti interattivi e materiali in tempo reale dal cantiere. La visita si muove su due livelli complementari: da un lato, l’architettura concreta, fatta di muri, segni, materiali e dettagli in trasformazione; dall’altro, la dimensione virtuale, che restituisce visioni, dati e narrazioni.
ISTANTANEE IN CANTIERE
Uno “sguardo” particolare sulla trasformazione di Palazzo San Felice è offerto dall’esposizione fotografica “Istantanee in Cantiere”, curata dal Ministero della Cultura che ha incaricato i fotografi dell’Ufficio stampa e comunicazione – Raffaele Marino, Emanuele Antonio Minerva e Agnese Sbaffi – di documentare i primi passi del cantiere. I fotoreporter, ispirati dalle atmosfere dei luoghi, dalle lavoratrici e lavoratori e dai loro attrezzi da lavoro, hanno catturato la trasformazione dei luoghi destinati a diventare la nuova sede della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte. “Non è il traguardo a essere al centro dell’esposizione, ma il cammino. Le immagini offrono uno sguardo inedito ‘sul dietro le quinte’ della cultura: il lavoro quotidiano degli operai, la sorpresa della scoperta, le tracce del passato che riaffiorano durante il restauro, gli spazi sospesi tra memoria e progetto. La fotografia si fa strumento di osservazione e riflessione: coglie la bellezza imperfetta del cantiere, il tempo lento della cura, l’energia silenziosa che prepara il luogo ad accogliere persone, idee, curiosità, conoscenza. Le immagini restituiscono
il contesto e le emozioni di chi opera questa trasformazione, i professionisti del patrimonio coinvolti nel progetto. Un racconto corale che invita a superare
l’idea del cantiere come ostacolo, per immaginarlo come un luogo di visione, un ponte fra il passato e il futuro, un laboratorio di partecipazione e costruzione
condivisa. Un invito a percorrere ambienti in evoluzione, spazi temporanei che ospiteranno una narrazione visiva fatta di memorie e prospettive, di superfici
vive del presente che suggeriranno ciò che sarà. Il cantiere diventa così simbolo di rigenerazione, atto collettivo che mette in scena il senso profondo dell’abitare gli spazi culturali. L’evoluzione di Palazzo San Felice è uno stimolo a guardare con occhi nuovi gli spazi urbani, a interrogarsi sul significato della trasformazione, a riconoscere le biblioteche come luoghi di diffusione e condivisione della cultura. La fotografia, linguaggio centrale di questa sala, restituisce dignità e centralità al lavoro invisibile della cura e della costruzione, rilanciando l’idea che ogni luogo della cultura è, prima di tutto, un’opera collettiva”.
I FOTOGRAFI

Raffaele Marino, fotografo e giornalista, ha firmato le copertine dei primi quattro numeri di Fortune Italia e ha collaborato con Lonely Planet Italia per le guide fotografiche dedicate ai quartieri simbolo di Roma e Firenze. Le sue foto sono state pubblicate da importanti testate nazionali, tra cui Ansa, Dire, Corriere della Sera, Repubblica, La Verità e Milano Today, raccontando l’attualità con uno sguardo personale e riconoscibile. Oggi affianca alla produzione fotografica, di autore e giornalista, l’attività di Comunicazione Istituzionale al Ministero della Cultura.
Emanuele Antonio Minerva è un fotografo e videomaker. Nato in provincia di Lecce nel 1985, si stabilisce a Roma nel 2013. Dal 2019, lavora al Ministero
della Cultura, partecipando a diverse campagne di comunicazione, ha realizzato una raccolta fotografica di oltre 5000 immagini per la valorizzazione e la
promozione del patrimonio culturale italiano. Durante il lockdown, causato dalla pandemia da Covid-19, ha contribuito alla comunicazione digitale degli istituti
culturali con reportage video e fotografici su gran parte del territorio nazionale, mantenendo viva la connessione tra le persone e il patrimonio culturale.
Agnese Sbaffi, nata a Roma nel 1984, è fotografa e professionista nel settore della comunicazione visiva. Le sue fotografie sono state pubblicate su
media nazionali e internazionali tra cui Internazionale, New York Times, The Washington Post e Der Greif. Attualmente lavora al Ministero della Cultura,
occupandosi di comunicazione visiva e valorizzazione.

