Il rapporto Censis 2023 sulla comunicazione fotografa un panorama in evoluzione, con l’ascesa di nuovi media e la conferma di alcune tendenze già in atto.
L’ultimo rapporto del Censis sulla comunicazione rivela cambiamenti significativi nel modo in cui gli italiani interagiscono con i media. Tra i cambiamenti più notevoli c’è l’aumento della spesa per i dispositivi digitali, che è esplosa negli ultimi anni. In particolare, la spesa per telefoni e dispositivi simili è aumentata di oltre otto volte negli ultimi quindici anni, superando gli 8,7 miliardi di euro. Allo stesso tempo, la spesa per computer, apparecchiature audiovisive e accessori è aumentata in modo significativo, mentre la spesa per i servizi di telefonia e traffico dati ha subito un calo a causa di un riequilibrio tariffario.
Quanto all’uso di internet e dei social network, si nota una sovrapposizione quasi perfetta tra coloro che usano internet (89,1%) e coloro che usano gli smartphone (88,2%). L’utilizzo dei social network si avvicina molto a queste percentuali, con l’82% degli italiani che li usa. Tra le piattaforme più utilizzate dai giovani (14-29 anni) ci sono Whatsapp (93%), YouTube (79,3%), Instagram (72,9%) e TikTok (56,5%). Al contrario, Facebook, Spotify e Twitter hanno visto una leggera flessione tra gli under 30.
Nonostante l’aumento dell’uso di internet e dei social network, la televisione continua a tenere botta, con il 95,9% degli italiani che la guardano nel 2023. In particolare, la tv via internet (web tv e smart tv) ha visto un aumento significativo di utenza, superando la metà della popolazione. Allo stesso tempo, la mobile tv ha visto un vero e proprio boom, passando dall’1% di spettatori nel 2007 al 33,6% oggi.
L’unico settore che ha visto una flessione significativa è la stampa: la percentuale di italiani che legge i giornali venduti in edicola è scesa dal 67% nel 2007 al 22% nel 2023.
Social media: YouTube e Instagram dominano, Facebook e Spotify in calo
- WhatsApp è il social più utilizzato dai giovani (93%).
- YouTube (79,3%) e Instagram (72,9%) seguono a ruota.
- Facebook (50,3%) e Spotify (49,6%) perdono terreno tra gli under 30.
- Telegram (26,3%) e Snapchat (11,4%) in calo generale.
Tv: la sfida del digitale
- La tv tradizionale resiste (95,9% degli italiani), con il digitale terrestre in crescita (+0,9%).
- La tv via internet esplode (56,1%, +3,3% in un anno).
- La mobile tv conquista un terzo degli italiani (33,6%).
Editoria: carta stampata in crisi, libri in ripresa
- Crollo dei quotidiani cartacei (22%, -45% in 15 anni).
- Stabile l’utilizzo di siti web d’informazione (58,1%).
- Sorpresa: i lettori di libri cartacei crescono (+3,1%, 45,8% del totale).
- Stabili i lettori di e-book (12,7%).
Radio: tra tradizione e innovazione
- Leggera flessione degli ascoltatori (-1,1%).
- L’autoradio si conferma regina (69,1%).
- Cresce l’ascolto via smartphone (+20,5% dal 2007).
Preoccupa l’intelligenza artificiale:
- Il 68,3% degli utenti teme un aumento delle notizie false.
Dispositivi digitali: spesa in boom
- La spesa per smartphone e simili è moltiplicata per 8 in 15 anni (+727,9%).
- In crescita anche computer, audiovisivi e accessori (+215,8%).
In generale, il rapporto evidenzia un’Italia sempre più connessa e digitale, con nuovi equilibri tra i diversi media.
La sfida per il futuro sarà quella di coniugare l’innovazione con la qualità dell’informazione e la tutela della cultura.

